RELAZIONE • /rela’tsjone/

• La connessione o la corrispondenza che intercorre, in modo essenziale o accidentale, tra almeno due enti. Il rapporto reciproco, le connessioni o i sentimenti che esistono tra due parti, paesi, persone, gruppi, ecc.
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Distanti, vicini, uniti, divisi, isolati, in compagnia. In relazione non siamo mai soli per definizione. Ma cosa significa fare relazione?
Pensiamo di sapere tutti cosa sia, ma sappiamo tutti che per ognuno è qualcosa di diverso e che ogni tipo di relazione è unica. Ciò che conta veramente e la rende tale o no, è la reciprocità pratica.
Tensioni sociali, scontri, incomunicabilità, incomprensione, spesso nascono proprio dalla disaffezione alla pratica di relazione.

Ogni Relazione è fatta di reciprocità pratica, di fatti, azioni.

L'ABECEDARIO, un'indagine per immagini

Relation.IS è un’indagine per immagini che esplora le emozioni, le aspettative, i contesti che “mettono in pratica” e fanno da sfondo alla relazione tra le persone. I due fotografi analizzano alcuni dei verbi che hanno una funzione relazionale (Abbracciare, Mostrare, Ascoltare, Emarginare etc) e li illustrano attraverso dei dittici fotografici che vanno a formare un abbecedario visivo, indagando la molteplicità di interpretazioni che una stessa parola può assumere.
La ricerca vuole in luce la non-univocità del linguaggio: la comprensione dei limiti e delle aspettative legate alle azioni nella sfera delle relazioni diventa la base per una presa di coscienza di sé e per la comprensione del prossimo.


R come RELAZIONE

MOSTRA E LABORATORI ALLA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE DI TRIESTE 
(9 novembre - 10 dicembre 2018)
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in occasione della 

giornata internazionale contro la violenza sulle donne


In occasione di questa specifica installazione, è stato scelto il formato del giornale, del quotidiano. In un momento in cui la lettura della carta stampata è in crisi, dove i supporti digitali mettono sullo stesso piano qualsiasi contenuto iconografico siamo tornati alla carta, leggera, effimera, uso mano.
Un’esposizione che prende spunto dalla prima idea di progetto pensato come una serie di fanzine ognuna con un “tema”. Un abbecedario visivo pensato idealmente per essere distribuito. Un corpus composto che illustra 7 verbi e composto da immagini evocative capaci di diventare dei punti di partenza per altre ulteriori interpretazioni soggettive che emergeranno dalle attività laboratoriali di collage pensate appositamente per la Casa Internazionale Delle Donne di Trieste.
“R come Relazione” è qui il luogo della pratica di incontro. È uno spazio condiviso, fisico e materiale, in cui immergersi, muoversi, osservare, vivere e indagare assieme il concetto di relazione attraverso le immagini esposte e creandone delle nuove.


Il progetto è realizzato dal duo di fotografi professionisti Elisa Biagi e Francesco Chiot, tra Trieste e New York. Amici, collaboratori, colleghi da molti anni, in questo progetto a quattro mani si propongono di investigare i limiti e i confini del "fare relazione" oggi. In un mondo dove, sempre più spesso, la relazione è confusa con un rapporto a senso unico con noi stessi, o sembra necessitare di un’attenzione quasi pretesa per esistere, in una condizione diffusa dove l'io prevale, attraverso la pratica fotografica condivisa di volta in volta, questo progetto tenta di indagare la pratica, il fare relazione, restituendo il concetto di connessione e dualismo, sia in complementarità che in opposizione.



Attraverso la ricerca di un abbecedario iconico condiviso le differenze proprie di ognuno trovano non solo senso ma fondamento per mantenere il senso della pratica. Un’indagine che si rafforza nel rapporto che si crea tra le immagini e l’osservatore attraverso la fruizione del lavoro con installazioni site specific e laboratori.
Elisa Biagi
è una fotografa documentaria. Di formazione architetto, attualmente lavora come photo editor, fotografa professionista e consulente editoriale. Inizia la sua ricerca in campo fotografico analogico in tenera età, che approfondisce successivamente durante gli studi in Architettura avvicinandosi all’immagine digitale e alla rappresentazione nei nuovi media. Senza perdere interesse nella fotografia analogica, prosegue la sua formazione avvicinandosi sempre più spiccatamente ai nuovi media, fino ad accedere nel 2016 alla Masterclass internazionale di fotogiornalismo “Visual Storytelling in the Digital Age”, organizzata dall’ICP - International Center of Photography (NY) e da Camera - Centro Italiano per la Fotografia (To).

Curatrice indipendente, svolge attività di mentorship per altri fotografi. Con l’obiettivo di mettere le competenze al servizio di progetti di valore sociale cura e promuove personalmente progetti artistici nel campo della salute mentale e dei diritti umani.
Francesco Chiot

è un fotografo e videomaker indipendente.

Durante i suoi dieci anni di attività fotografica ha collaborato con artisti, performer e musicisti per esplorare le relazioni tra identità, percezione ed espressione, con strumenti che vanno dalla fotografia analogica alla fotografia a infrarossi e dai video tradizionali a quelli immersivi 360°.

Le sue opere sono state esibite a mostre ed eventi riguardanti la salute mentale (ElsewhereART festival, Trieste 2012 e LUMEN festival, Salerno 2011) , l’identità personale, culturale e collettiva (Another Kind of Paradise - New York 2018, Marigram - New York 2018 e Inside/Out - Trieste 2012 / 2018).


Francesco lavora tra l’Italia e gli Stati Uniti ed ha attualmente base a Trieste. Attualmente collabora come insegnate con il programma educativo internazionale dell’ ICP - International Center of Photography (NY).

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